His art

RELAZIONI DELL’AUTORE SU ALCUNE FIGURAZIONI

Decorazione in affresco della sala d’aspetto del Palazzo del Governo di Rieti


Ho voluto distinguere le due zone – parete, soffitto – dando alla prima un carattere architettonico plastico, severo, romano, quasi monocromo, ed alla seconda un carattere pittorico, ricco di colore e di significazioni.
Pareti:
Per la decorazione della parete d’ingresso ho voluto riferirmi , per quanto era possibile, alla decorazione plastica già esistente della parete opposta cercando di ottenerle simili, soprattutto come massa architettonica, pure innestandoci elementi come i due trofei d’armi, simbolo della superba tradizione guerriera nostra, oltre agli stemmi, elementi primi da collocare, ed una targa che dica il ripristino del monumentale Palazzo e l’epoca.
Nella parete laterale ho voluto far avanzare sul piano generale la massa delle porte e la parte centrale per darle movimento di chiaroscuro, non avendo in questa zona, come già ho accennato, la risorsa del colore. Le porte sono coronate da semplici foglioni di acanto, che oltre a decorare, aiutino a sorreggere la trabeazione
Nella parte mediana una nicchia centra come macchia di chiaroscuro la parete, accoglie una statua su piedistallo, simboleggiante la pastorizia; nella parte opposta l’agricoltura, ambedue caratteri essenziali della Sabina. Alla sommità una targa con dicitura allusiva; lateralmente scendono festoni di frutta, simbolo di abbondanza e di fecondità; sono parte di due pilastri, sostegni anch’essi della trabeazione; insieme al piano centrale aiutano a dare quella importanza che questa parte deve avere.
Tra il pilastro e la mostra della porta ho incastonato due stemmi, uno poggiante su un piedistallo come per la statua, l’altro su mensola-targa; ho cercato un raggruppamento d’istinto per ottenere maggiore evidenza e per dare a ciascun elemento un proprio campo.
Soffitto:
Il soffitto è composto di tre zone: le due laterali formano come un proseguimento delle pareti, mentre quella centrale è un piano poggiante su di esse. Le prime sono suddivise da mensoloni che creano cinque scomparti in ognuna. In essi, in direzione delle porte, quattro dischi di terracotta illustrano la leggenda dell’ antico popolo sabino (le Primavere Sacre, il Dio Saturno, la Dea Rea, il Ratto delle Sabine ). Accanto ad essi quattro festoni di alloro e quercia, simbolo di gloria, sono legati da mensola a mensola; nella parte centrale due riquadri con paesaggi, raffiguranti la bellezza della campagna sabinese con visioni lontane della città di Rieti e di altri tre centri importanti della Sabina, come potevano vedersi alla fine del ‘500. Vi ho incluso i due riquadri della zona centrale, della quale dirò e di cui rimane solo il riquadro del
centro, occupato da un grande stemma sabaudo, che riassume e dice l’unità della Grande Patria.

- Arduino Angelucci

Decorazione in affresco dell’Aula Magna dell’Universita’ di Palermo


Per la sua caratteristica forma allungata, per la sua posizione rispetto alla funzione dell’ambiente, il pannello della volta, mi ha consigliato una soluzione a scene sovrapposte svolgentisi sull’asse longitudinale. Il tema: “Artisti, poeti e scienziati alla corte di Federico” è stato da me interpretato, non come semplice raffigurazione episodica di un cenacolo, ma come una sintetica visione del complesso di opere che risulto’ da quella felice confluenza di tutte le forze intellettuali del tempo intorno al grande monarca.
In diversi momenti, ho voluto abbracciare quest’opera che va dalla creazione di centri di studio, dall’impulso espresso alle arti, all’incremento dato all’agricoltura.
In un sereno ambiente parnasico, mentre nello sfondo il Genio Italico guida ed incita focosi cavalli simboleggianti i primi segni del Rinascimento, intorno al grande “scientiarum amator” si radunano i più grandi intelletti dell’epoca. In primo piano una leonessa, emblema di regalità e di potenza, non solo, ma anche di dominio delle forze dello spirito su quelle della materia. Ho inteso ricordare la fondazione dell’Università di Napoli cogliendo l’episodio della consegna dell’Ateneo al popolo napoletano. Sul messo imperiale, sui dignitari di corte, sul clero, negli anziani e negli scolari, domina una Minerva a rappresentare la continuità della cultura di Roma.
Le arti sono rappresentate nell’architettura, raffigurata in un cantiere fervente di opere feconde a simboleggiare lo sviluppo dato da Federico II alle costruzioni civili e militari.
Un architetto, motore e centro della scena, illustra l’opera all’artigiano attento e, come fiamma creatrice, accende di se uomini e cose.
La serena vita dei campi svolta in un ambiente trasognato di agreste poesia, posta alla base di questa composizione pittorica, come alla base di ogni saggia opera di governo e di reggimento di popoli, sta non solo come testimonianza della speciale cura che Federico II rivolse all’incremento dell’agricoltura, ma anche come incitamento al ritorno alla terra.
In questo riquadro mi sono preoccupato di ottenere oltre ad un’armonia compositiva di masse, di linee e di colore, un’unità d’insieme, una continuità di ispirazione che fondesse i vari momenti in un’unica visione riassumente la vasta opera di creazione del grande monarca e grandissimo mecenate.

- Arduino Angelucci

Fregio figurativo del Salone d’onore del Palazzo della Provincia di Terni


Dal carattere industriale della provincia di Terni, dalla spiritualità e dalla grande tradizione artistica della regione umbra, dall’attività agricola e dalle opere di bonifica che vi si attuano, ho cercato di trarre quei motivi figurativi più adatti alla illustrazione di questa terra.
Una scena agreste con i suoi riti inizia la mia raffigurazione; scene di vita operaia illustrano il lavoro nel pesante clima della fabbrica; dalla produzione di carattere bellico attraverso i grandi impianti delle acciaierie e della fabbrica d’armi ho derivato un episodio di uomini in armi.
Il misticismo francescano che illumina di sè tutta l’Umbria prima che il mondo, mi ha indicato il Cantico delle creature insieme alla grazia della scuola umbra riassunta nella bottega rinascimentale e mi ha ricordato la sublime monumentalità di quelle cattedrali che fanno ancor più illustre questa zona.

- Arduino Angelucci

BOZZETTO PER LA DECORAZIONE PITTORICA DEL SOFFITTO NELLA SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI RIETI


Attraverso una larga sintesi vi vengono esaltate le virtù del popolo sabino che, disceso dalle montagne dell’Appennino Centrale fino alla valle del Tevere, fin dalle origini ha dato un contributo sostanziale alle leggi e alla forza militare dell’antico popolo romano, successivamente nella Roma Cristiana è stato alleato della Chiesa contro le forze nemiche e nella moderna Roma imperiale ha partecipato alle sue imprese con generosità.
Nella parte centrale è rappresentato su balze rocciose, come su un nuovo Calvario, l’abnegazione del popolo sabino in una successione di momenti ascendenti a spirale, dalla scena del commiato alla madre e alla famiglia, al sacrificio esemplare di sè per la patria.
Nel tondo superiore si sintetizza il Ver Sacrum, espresso nella saggezza e nell’attività bonificatrice sabina: un giovane avanza con la spada e la vanga; il lupo, sacro ai sabini prima che ai romani, simboleggia l’audacia di quel popolo; un vecchio con la tavola della legge rappresenta la sapienza delle norme civili diffuse a Roma ed attribuite al re sabino Numa Pompilio.
Nell’altro tondo un giovane in armatura abbatte il male di fronte ad una città turrita, la Città di Dio, espressione della carità cristiana e dell’alta spiritualità francescana diffusa nella Valle Santa.

- Arduino Angelucci

FIGURAZIONI DEL SALONE DELLA VILLA CECILIA PIA SULL’APPIA ANTICA


Il luogo per la sua fisionomia storica mi suggerì i temi che io svolsi.
Il problema primo che mi si presentò fu l’inserimento dei diversi motivi figurativi e delle zone cromatiche nel loro giusto grado tonale, in un rigoroso ambiente architettonico che nella pianta ottagonale e nella cupola ricorda gli antichi battisteri ravennati.
Sulle pareti e nei pilastri volli in sintesi illustrare Roma attraverso il tempo (dai primordi al periodo papale del Seicento e del Settecento); in una colorazione monocroma vi si mostrano riferimenti alla conquista del Mediterraneo, al periodo augusteo, al diritto giustinianeo, alla Roma cristiana e all’ Umanesimo.
Nella volta intesi esaltare gli alti valori che informano la sua storia in una scena mitica il cui significato, insieme al carattere decisamente classico dell’ambiente, doveva condurmi ad un risultato di sapore aulico.

- Arduino Angelucci

Relazione sulla figurazione della Cassa di Risparmio di Rieti


“Il lavoro” riassunto in una sintesi delle diverse attività agricole, artigiane, tecnico scientifiche ed artistiche, è il tema a cui le figurazioni suddette si ispirano; la composizione è stata impostata nel rispetto del carattere stilistico del vano in questione; le sue figurazioni sono volte ad inserirsi armonicamente nelle finalità che distinguono l’Ente; l’opera si propone di conferire all’ambiente quella fisionomia di austerità e solennità che tale sala consiliare richiede:
1) Il riquadro collocato tra le due finestre in corrispondenza della parete di fondo, entrando, accoglie una scena agreste; con festosità, come in un rito, si svolge l’offerta dei frutti dei campi alla dea Pomona: figure muliebri e di giovani con frutta ed anfore sono disposte alla base della composizione; in alto, su motivi di rocce e piante campeggia Pomona circondata da elementi figurativi pastorali; il Velino ed il Turano sono presenti nell’iridiscenza delle loro acque. Le note della siringa di Pan, immerso in una luce calda di tramonto autunnale, avvolgono la scena;
2) di lato a questo primo riquadro, sulla destra, sono illustrate le attività artigiane in alcune delle più caratteristiche espressioni: la preparazione del corredo nuziale, l’arcolaio, il telaio ,il ricamo sono alla base della composizione; la lavorazione dei metalli ed il ceramista completano l’insieme compositivo;
3) sul riquadro di sinistra si svolge in breve sintesi il tema della scienza: nella zona alta la conquista dello spazio, espressa in una visione surrealistica di motivi cosmici e meccanici su cui si profilano le immagini di un astronauta e del precursore Galilei; in basso, sulla destra, l’iniziazione alla scienza e alla tecnica attraverso la scuola; al centro il progresso scientifico riassunto simbolicamente nell’intelligenza umana che domina le forze della natura( un cavallo ed il genio della scienza); una grande tavola segnata di fomule, schemi, misurazioni fa da sfondo al gruppo; sulla sinistra le ricerche biologiche della moderna scienza medica;
4) il quarto riquadro vuole essere un canto dedicato al focolare verso cui convergono i valori dell’arte e dello spirito, per celebrarne una sempre più alta dignità.
I quattro riquadri sono divisi ,in corrispondenza degli angoli, da fasce ornamentali decorate a chiaroscuro con motivi floreali e simbolici, illustranti le stagioni.

- Arduino Angelucci

Cosi’ la figlia racconta la sua arte


Romano per formazione, noto per le grandi figurazioni in affresco o a tempera d’uovo presso Istituzioni e Palazzi Pubblici. La coerente ricerca compositiva e cromatica espressa nella sua ampia attività, si riassume infatti in particolare nella produzione parietale, a cominciare dai bozzetti sempre moderni, sia quelli delle prime opere che per forme geometriche e stilizzazione richiamano la fissità metafisica, che quelli della piena maturità, animati di scene dipinte a larghe macchie con scioltezza ed immediatezza.
La successiva esecuzione dei cartoni preparatori prova il lungo tirocinio nello studio delle architetture, delle masse e del movimento; plastici e modulati variamente nel susseguirsi delle esperienze, man mano stemperano certe durezze vicine al novecentismo: il panneggio acquista sempre più leggerezza poggiando appena sui corpi e fasciandone intravedere il volume, mentre i volti si illuminano di un ‘espressione meno severa e tesa, pur se assorta. l cartoni sono opera costruita e compiuta, anche pittoricamente per il loro monocromatismo e chiaroscuro; si presentano austeri e con una tensione morale espressa in una sintesi che conferisce ieraticità ai gesti e alle forme.
Tutto diventa archetipo della vita condotta con nobile impegno, all’insegna di un umanesimo che, dopo le figurazioni di Palermo, ha perduto il carattere aristocratico e si presenta serenamente umile. Il tono aulico permane nell’impianto architettonico e nella plasticità e ritualità delle scene fissate fuori del tempo.
Su parete i problemi compositivi già risolti lasciano spazio alla ricerca cromatica. Dai primissimi toni sommessi e naturalistici, sotto l’influenza di Calcagnadoro, dai colori sobri quasi di pastello delle successive figurazioni di Palermo e Rapallo, e dalla maggiore densità tona/e del fregio di Terni, via via l’affinamento della sensibilità coloristica offre soluzioni sempre più vibranti e armoniche nelle larghe e luminose campiture.
Misura e sereno lirismo si esprimono sulle pareti del già Ministero dell’Agricoltura e Foreste dove le umili attività umane si immergono in un ‘atmosfera velata di luce quieta e mistica.
Trasparenze tonati e sognante cromatismo ancora nelle tempere della Villa Cecilia Pia, dove in una natura ideale, trepida n te di lontananze misteriose, si muovono simboliche figure. L ‘atmosfera raffinata del Tondo è esaltata dal monocromatismo dei pilastri che fanno da cornice.
l successivi ritratti, composizioni e realizzazioni di cartoni per mosaici sono, per definizione dell’artista stesso, “studi” per la soluzione di problemi compositivi e cromatici. Il colore ora domina con la sua corposità materica e qualità di tocco, è vivido e puro ed ha la luminosità degli smalti, mentre le campiture senza profondità svelano le suggestioni dell’arte contemporanea, rivissuta in modo autonomo raffinando all’estremo la qualità cromatica.
L’ultima figurazione presso la Sede della Cassa di Risparmio di Rieti è la prova più matura, sintesi umana ed artistica. Le soluzioni della pittura da cavalletto vi si attualizzano per modernità cromatica e tecnica; insieme vi si sente la preziosità dei mosaici e l’espressività del ritratto. Volumi e gesti misurati sono distribuiti su piani compositivi e contro trasparenze siderali: sempre è esaltato l’uomo trasferito nell’atmosfera muta ed eterna dell’essere.
Quest’opera segna una tappa verso le composizioni su tavola degli ultimi anni sempre più intense per gli accostamenti e la gradazione vellutata dei rossi e dei violetti, pastosi e illuminati da fulgori d’oro; li inquadra la geometrica disposizione architettonica degli oggetti che, nel loro realismo magico, si presentano come apparizioni.
Vitalità sorprendente, ma anche naturale in chi si è alimentato con rigore per esprimere, nel linguaggio dell’arte, la propria interiorità e la naturale tendenza alla sintesi spaziale e concettuale che lo colloca nell’oggi e nel contempo lo awicina al passato.

- Alessandra Angelucci