Architecture

Dagli anni del dopoguerra in poi nella sua città Arduino Angelucci, in qualità di consulente artistico, ha collaborato con professionisti del settore all’elaborazione di progetti architettonici commissionati da Enti Pubblici e da privati.
Gli studi più importanti dei primi decenni riguardarono: alla fine degli anni ’40 un progetto per il nuovo Palazzo di Giustizia, approvato, ma poi non realizzato per una successiva diversa scelta del sito edificabile, quelli parzialmente realizzati dell’insieme edilizio ideato per l’ingresso di Porta Cintia ( anni ’50 ), e di un mercato coperto dalla funzionalità ed estetica moderne ( anni ‘60 ) , infine il sobrio e solido progetto della nuova sede del Banco di Santo Spirito ; tutte opere dalla volumetria compatta che esprimono la lineare razionalità della concezione, in armonia con la dignità della loro destinazione e con la nobiltà dell’ambiente che le accoglieva. Confermano questa intenzione degli autori alcuni brani della relazione sul progetto del Palazzo di Giustizia , che sia per la scelta del sito che per lo stile doveva” essere l’espressione armonica, serena e severa dell’altissima funzione umana e civile che vi si svolge…”; si volle dare “ sia alla funzionalità interna che allo stile sobrio dell’esterno, il senso più semplice del severo e maestoso insieme, mitigato da una serena calma….La forma cubica imponente è addolcita dalla sobrietà dell’architettura, dalla luce e dal paesaggio che la circonda”.
In quegli anni collaborò anche all’elaborazione dei progetti delle chiese di S. Michele Arcangelo e del Sacro Cuore .
Costruita negli anni ’50 a croce latina, in ossequio alla tradizione romanica rivissuta con gusto razionalista, la prima presenta sulla facciata, sovrastati da mensole, in vista della collocazione dei previsti simboli degli evangelisti, eleganti archi che immettono in un nartece su cui si aprono i tre ingressi del tempio. L’interno a navata unica è ritmato da monofore e da un arco trionfale che invita verso l’abside illuminata da una vetrata. Il campanile è un monoblocco lineare che nelle aperture della cella campanaria ripete l’essenzialità nuda del prospetto.
Il progetto prevedeva anche un ampio sagrato in travertino su cui si sarebbe innalzata una colonna in memoria delle vittime della guerra.
La chiesa del Sacro Cuore, progettata negli anni ’60 secondo le nuove direttive del culto e della pastorale, è a pianta centrale ottagonale e richiama la forma degli antichi battisteri; ad essi fa riferimento anche l’interno, dotato di ambulacro dal piano di calpestio più alto rispetto al pavimento della navata e illuminato da finestre chiuse da transenne. Le pareti della navata sono ritmate da costoloni convergenti verso il centro del soffitto che poggia su una ornamentale e funzionale sequenza di aperture rettangolari. La luce che penetra attraverso esse e l’armonia delle dimensioni conferiscono all’interno un’atmosfera di grande serenità . Il campanile, la cui altezza è stata condizionata dalla vicinanza dell’aereoporto, ripete il motivo architettonico del prospetto.
In quegli stessi anni accompagnò il restauro della chiesa di S. Agostino eseguendo i disegni dell’altare maggiore e degli amboni; ornati di semplici elementi decorativi e stilisticamente inseriti nel contesto architettonico del transetto, mostrano la sensibilità interpretativa dell’autore.
Curò anche la sistemazione interna della chiesa Regina Pacis, pervenendo ad una soluzione originale in cui, calibrando ogni elemento, venivano risolti in modo unitario i problemi posti dalla struttura architettonica e dalla nuova liturgia. Il presbiterio fu rialzato rispetto alla navata e separato dall’ambulacro da transenne lignee arricchite da scanni in pelle rossa; la loro linearità accompagna la verticalità degli elementi strutturali e del presbiterio stesso a cui aggiunge slancio un pittorico crocifisso, opera dell’artista. Criteri estetici nella scelta dei marmi consigliarono il rivestimento dei pilastri nei toni verdi e grigi, e del pavimento in travertino e pregiato marmo grigio; la tinteggiatura delle pareti, i tendaggi, il motivo ornamentale delle canne d’organo, la stilizzazione del pulpito accompagnano l’unitarietà serena e calda dell’ ambiente.
Gusto e spiritualità caratterizzano questa sistemazione che riguarda anche le cappelle ai lati dell’ingresso. In uno dei due ambienti, il battistero, fu posta al centro del pavimento, in ricordo del battesimo per immersione, una vasca marmorea che include il fonte battesimale ottagonale ornato da semplici simboli. L’altro è illustrato da un trittico, opera dell’artista, incorniciato dal cromatismo dei marmi.
Una luce soffusa e dorata penetra nella chiesa attraverso vetrate ambrate che si armonizzano con tutti gli altri elementi architettonici e ne uniformano il tono. Le stilizzazioni che le istoriano sintetizzano con modernità d’interpretazione i significati della fede.
L’artista aveva previsto inoltre tutti gli altri elementi di arredo, precisandoli anche nei dettagli esecutivi, oltre ad elaborare i bozzetti delle decorazioni pittoriche che in parte realizzò lui stesso, dovendo concorrere tutto all’equilibrio stilistico e al caldo cromatismo della chiesa.
Con gli stessi criteri di armonia e uniformità, in quegli anni, adattando dei vani di diversa destinazione, nella sede della Provincia di Rieti curò la sistemazione e l’arredo della Sala Consiliare, realizzata con intenti di moderna funzionalità e austerità, come afferma l’artista nella sua relazione. Vi precisa che “ la verticalità ritmica dei motivi decorativi di rivestimento delle pareti…si propone di modificare le condizioni preesistenti”. Infatti lo slancio dato alle quinte ideate a completamento delle pareti laterali darà “ maggiore respiro all’ambiente e insieme alla misurata distribuzione cromatica e alla sobria ornamentazione, consentirà di ottenere quell’austera dignità che nel nostro caso si richiede”. Aggiunge ancora che “l’ arredo, anche nella collocazione planimetrica, si uniformerà allo spirito stilistico dell’ insieme decorativo”.
Un grande pannello con la stilizzazione degli stemmi degli undici mandamenti della Provincia di Rieti campeggia dietro gli scanni rialzati del Presidente e della Giunta, con al centro lo stemma della città. Un divisorio in vetro e metallo separa il settore a gradinate riservato al pubblico. Un grande e stilizzato lampadario potenzia il colore dei marmi pregiati che rivestono le pareti ed il pavimento, contribuendo a dare rilievo alla dignità dell’ambiente
Altre realizzazioni nell’architettura civile, quali abitazioni private e case di cooperativa o popolari, lo impegnarono insieme a innovative sistemazioni architettoniche di negozi e locali, che ornò anche di mosse decorazioni astratte, ricche di simbolismo e colore.
Tra queste esperienze architettoniche e decorative, è necessario segnalare per originalità e libertà di concezione lo stand del Corpo Forestale dello Stato presso la Fiera di Trieste, commissionatogli alla fine del quinto decennio. La composizione condensa la ricerca astratta e geometrica degli anni precedenti esprimendola con vivacità creativa e brillanti soluzioni: nei pannelli l’ estrema stilizzazione di vegetazione e montagne si alterna a scritte che compongono moderni manifesti dai colori essenziali. Fantasia, gusto elegante e capacità costruttiva vi si armonizzano.